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1938

Il nonno degli attuali proprietari, Valentino Mascarini, acquistava un trattore Fordson da rimettere a nuovo, una grande trebbiatrice Orsi, una pressatagli ed una sgranatrice a motore.

1952

Nel 1952 i figli di Valentino, Pietro Mascarini con i fratelli Giovanni e Giuseppe, proseguono l’attività, introducendo nuovi macchinari per la trebbiatura.
Dopo la prematura scomparsa dei fratelli, Pietro, con la moglie Ilora, svolgono questo lavoro sino agli anni settanta, quando la carenza di manodopera stagionale li porta a modificare la tipologia del servizio offerto, dal settore agricolo al movimento terra e poi a quello estrattivo.

1977

Regione Lombardia da la prima autorizzazione per l’escavazione di sabbia e ghiaia in campagna di Calcinatello.

1979

Fabio Mascarini fonda la Mascarini Calcestruzzi Snc collocando nell’area produttiva di via Santo Stefano, un impianto di calcestruzzo preconfezionato.

1993

è l’anno della fusione tra Mascarini Calcestruzzi Snc e la Pietro Mascarini Srl.
Nel 1994 Pietro e Ilora si ritirano in pensione, lasciando la gestione dell’attività ai figli Fabio e Valentina.

2017

Il gruppo oggi è rappresentato dalla holding MASCARINI GROUP SRL a cui fanno capo Fabio e Valentina Mascarini.

Il cavallo le risponde

Caterina dice: / Caro il mio cavallo baio / se non ci fossi tu, / non sarebbe possibile / mangiare polenta a mezzogiorno! / Cosa farei senza cavallo! / Nel dire così gli si avvicina / e lo accarezza. / Gli si avvicina / e gli mette sul dorso una copertina, / perché la brina / gli faccia meno male e senta meno freddo. / E per il rispetto che porta ad un animale da tiro / lo prende per la briglia, / e gli cammina a fianco. / Aspetta né cavallo baio, / aspetta che ora carichiamo. / Porta pazienza! / Per oggi è l’ultimo viaggio che facciamo. / E lo carica poco / perché il cavallo, come un Cristiano, / non deve sentirsi male. / E il cavallo le risponde: / Ma sentitela, sentitela questa piccola donna! / vuole coprire me con la coperta; copriteli voi

Balìna, / fa freddo e sono tanti gli anni che sono in saccoccia. / Siete tanto secca che parete un grissino, / avete le ossa piene di dolori, / siete pallida e smunta come un cerino. / Quando ti vedo sbadilare, / mm metterei in ginocchio / per farvi tribolare di meno, / riempitelo meno / il badile, / andate più adagio, / che fretta avete… / finitela!!! / Con tanti mestieri che oggi è possibile scegliere, / siete l’unica che continua a fare questo e / va bene affezionarsi al Chiese, a me, alla ghiai, / ma perdio Balìna / non siamo più ai tempi della guerra!!! / Perchè ricordate che continuando a lavorare così…/ finirete col morire prima di me.